E se i suoi occhi di ghiaccio nascondessero un dolore che lo tormenta da quando è nato?
Se la sua forza fosse in realtà la sua debolezza?
Se cercasse in tutti i modi di nascondere la sua instabile fragilità con un essere continuamente freddo e distante?
Se fosse lo stesso dolore a renderlo così “demone”, così solo?
La sua sofferenza si è cibata di lui da quando è nato, trasformandolo sempre più in un demone. Lo ha costretto a negare a sé stesso quell’ anima debole e fragile con un atteggiamento completamente indifferente.
Come se sulla potesse abbattere quel muro di fredda solitudine che si è creato intorno a lui.
Come se preferisse vivere con quel dolore per l’ eternità, piuttosto che mostrare quella sua debolezza.
Perché per lui non esiste nulla se non un obiettivo, unico e semplice. E anche se il dolore dovesse rubarli l’ animo e togliergli la vita, lui continuerebbe a combattere per raggiungere quello scopo.
E intanto il dolore avrebbe roso una parte della sua anima nera come l’oblio che lo circonda, in continuo contrasto con quella misera parte ancora intatta e sincera. Come avrebbe reso il suo cuore di gelido ghiaccio, che nulla sembrerebbe riuscire a scogliere.
…
Eppure c’è ancora la speranza che qualcuno riesca a far attecchire in lui un fuoco lento, liberandolo da quella maledizione.
La base dei miei personaggi maschili è colui che popola i miei sogni.